Dicembre 2010. Il mio carissimo amico e collega Jean-Matthieu Domon mi chiede di realizzare insieme un servizio fotografico per conto della Rai.

Si dovevano realizzare delle riproduzioni d’arte, e siccome ho scattato spesso foto per cataloghi di mostre e musei, ho una grande esperienza in questo genere di foto.

Ci incontriamo con la giornalista Giovanna Milella e mi si dice che si va a far le foto a casa di casa di Roman Vlad.

Sono sincero, forse lo avevo sentito nominare ma non sapevo esattamente chi fosse, e mentre Jean Matthieu cercava di colmare le mie lacune siamo arrivati a casa sua: praticamente un museo!

Compresa la levatura del personaggio, uno dei più grandi compositori contemporanei, oltre che persona di grande umanità, mi sarebbe dispiaciuto uscire da quel mondo fantastico senza un suo ritratto.

Una volta finite le riproduzioni, avendo fatto due chiacchiere e preso un po’ di confidenza, gli ho chiesto se potevo fargli qualche foto.

Volevo evidenziare in modo particolare le sue mani, quelle dita che avevano suonato così tante note.

Purtroppo non stava bene ed aveva difficoltà a muoversi, così, non potendo chiedergli di spostarsi, dovevo adattarmi alla situazione non certo facile, pochissima luce, e quella poca pure contro, ma la bravura consiste nel vincere le grandi sfide…

Questo è uno degli scatti.